Truzzi

Autore Messaggi
AvsPTallarita
2001-11-17 23:24:00
Ciò che ha scritto nessuno è estremamente interessante, molto comico, e denota una certa cultura. Mi complimento.
[si prega di notare come mi sto dimostrando di alto livello culturale].
Ma tornando al post originale (la vita dei Truzzi), confesso che mi ha colpito e messo una malinconia bestiale, più che farmi ridere. Un gran bel pezzo. Bisogna dire che tra il comico e il tragico la linea è sottile, e infatti l'abilità dei grandi scrittori è proprio quella di saper giocare con quella linea, trasformando il comico in tragico (e viceversa, ma apprezzo sopratutto la trasformazione di ciò che è comico in qualcosa di tragico) tramite un attenta analisi del mondo circostante, riflettendo ciò che è reale.
Scherzi a parte (quali scherzi?) la vecchiaia di un Truzzo dev'essere proprio na merda... che spreco di vite...

[ci sono poche cose che odio più dei tamarri/truzzi/burini/come cavolo si chiamano, hanno dei valori completamente sbagliati. E il primo risultato dell'esistenza di gente come loro è che Berlusconi è stato eletto... ci fa pensare, no?]
scizorfanatic
2001-11-18 10:11:00
anche a me quel post mi rende triste...poveri truzzi....a 30...sono gia' dei falliti

Sidvicious85
2001-11-19 19:16:00
x me sono già dei falliti appena diventano truzzi..
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AND NOW, THE END IS NEAR AND SO I FACE THE FINAL COURTAIN, YOU COUNT, IM NOT A QUEER, ILL STATE MY CASE, OF WICH IM CERTAIN, I'VE LIVED A LIFE THAT'S FULL, OF EACH AND EVERY HIGHWAYS! AND THE MUCH MORE THAN THIS I DID IT MY WAY! REGRETS I HAVE A FEW, BUT THEN AGAIN TOO FEW TO MENTION... GRANDE SID!!

scizorfanatic
2001-11-19 20:00:00
eheh..mio caro sid...mi sa che hai ragione..

elflum
2001-11-21 02:58:00
piccole ma doverose precisazioni
Credo che nessuno abbia scordato alcune cosette che vanno menzionate (ma se non le ha scordate nessuno perche'le dici? whahahahah che risatone!!!):

e'vero che il motorino elaborato costituisca un mezzo necessario per la sopravvivenza del tamarro (in Sicilia il "tascio". Percio' il tamarrino in erba (che da grande sara' ancora piu' in erba) sogna una motoretta e la chiede insistentemente ai suoi i quali in tutta risposta gli mostrano la sua pagella che , come quella di tutti i tamarroidi, equivale alla schedina calcistica degli adulti , laddove un 3 si identifica con x .

Quindi escogita un sistema ad alta tecnologia : monta sul ferro della sua bici una scheda telefonica in modo che i raggi della ruota al contatto con essa simulino un rumore da motorazzo elaborato.

Con risultato di fare solo un baccano indescrivibile.

Il padre non se ne preoccupa, e' normale, dato che egli stesso , a pochi giorni dalla nascita ha sostituito il ciuccetto con il cellulare piu' voluminoso e inutile sul mercato , modello vecchio dell'alcatel, tipo .

Il tamarrino inizia a fumare all'eta' delle medie, quando a 13 anni scopre il mondo del sesso, inappagato. Questo perche' lw ragazze di 12 anni giocano ancora con la barbie e quelle di 13 o di piu' sono gia' fidanzate con quei ragazzoni di 20 anni che sono il maximus status sel tamarro.

Il frugoletto fara' di tutto per non farsi scoprire dal babbo e cosi' egli non capira' mai perche' nel temperamatite c'e' del tabacco invece della temperatura e anche perche'l'orsetto pooh sopra il lettino del figlio ha in bocca la sigaretta.

Il fatto che poi si ritrovi 20 mila lire in meno non lo preoccupa affatto anzi; e' lieto di sapere che anche suo figlio , tale e quale al padre, si interessa di letteratura: le ore , se xydream e altre riviste ad altro contenuto letterario che se non altro danno al padre una sicurezza , la piu' importante : "mio figlio non e' un rikkione".

Quando suo padre gli comprera' il motorino egli escogitera' vari modi per essere piu' togo : marmitte-sirene, adesivi di gatto silvestro e dragonbol , vernice lucentissima (nulla di male nelle importantissime decorazioni con la bomboletta spray) , radiolina attaccata con due insidiosi fili direttamente alla batteria della motoretta ecc...

In questo periodo si scrocca di piu' ai genitori , entrambi galvanizzati dal fatto che il figlio si comporti normalmente , non si droghi (davanti a loro) e soprattutto inizi a trombare .

Quindi si inizia a comprare l'abbigliamento piu' alla moda tra cui le bellissime scarpe di gomma che siccome hanno un simbolino idiota costano un patocchio ma hanno , a volte, qualita' inferiore di una fetta di cotoletta impanata ( che usata come scarpa si sa...).

Qui il tamarrino A incontra il tamarrino B che ha le stesse scarpe uguali, stesso marchio, ma senza etichetta. Come e' possibile? Semplice: il mercatino del paese!.

Non ha importanza che le scarpe siano state fatte da centinaia di bambini cinesi sfruttati. Gli stessi che fanno anche palloni, prese scart rgb scognite, cappellini, bamboline, orologi di piaciu' (salute!) , calcolatrici e orologetti e radioline varie.

Il tamarrino A e' indignato! Come puo' infatti mancare l'etichetta? E' tutto falso! E ha anche speso 10 volte meno di lui!(30 anziche' 300) ! PFUI!

Ignaro anche che le sue scarpe originali vengono fatte dagli stessi bambini cinesi . Solo mettono piu' colla quindi la gomma si scolla in meno tempo.

Il tamarrino B e' discriminato dal gruppetto per un grave fattore : e' piu' povero.

Siccome le fate non esistono nella realta' continuera' a fare il cenerentolo a vita (o finche' non si convince che "quelli li' e' molto meglio non frequentarli") .

Guardera' il tamarro A andare a ***** con la sua macchina elaborata (una panda con l'autoradio perennemente in distorsione che conosce solo 3 o 4 jingle tratti da brani dance tristissimi o da canzoni napoletane ).

Guardera' il tamarro A portarsi la **** a casa.

Guardera' il tamarro A riportarla sulla strada.

Guardera' il tamarro A ubriacarsi , soldi permettendo, nelle ore piccole.

E lo guardera' impastarsi, ubriaco, su un albero o su un guardarail o su un altra macchina di qualcuno che non sapra' mai come e' morto e soprattutto perche'.

Cosi' va la vita.

die

N.E.S.suno
2001-11-21 10:21:00



A proposito, piccola precisazione: nell'area napoletana, i sancarlini (o almeno quello che s'avvicina di più) sono detti chiattilli e peretelle che in genere abitano al Vomero (la ricca zona "Trendy" partenopea) e sono figli di papaà (con questo ho detto tutto...)
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Alcune cose che ho scritto hanno fatto bene.
Non me ne rammarico.

Alcune cose che ho scritto hanno fatto male.
Non me ne rallegro.
Scottishcat
2001-11-22 19:53:00
Per quelli di Roma: da voi sono i Pariolini, quelli di Parioli.

Bella Elflum...

scizorfanatic
2001-11-22 22:51:00
grande elflum...mi sono fatto le ghignate...cmq dalle mie parti fgli zarri si kiamano tabbozzi e i sanka si kiamano pottini.


Scottishcat
2001-11-23 19:41:00
E quali sarebbero le tue parti?
dato che anche qua a Milano si usa l'espressione tabbozzo, ma per indicare quelli trasandati, vestiti male, comunisti, che fumano come dei turchi...
scizorfanatic
2001-11-23 20:53:00
io sto in toscana...anke se ho vari amici a milano...e anke da loro i tabbozzi sono gli zarri...o giu' di li


Sidvicious85
2001-11-24 14:30:00
a me mi ha un po' intristito la storia del tabbozzo di Elflum. Insomma, i tabbozzi mi paiono tipo i lemmings.. alla fine si buttano tutti in massa in acqua e crepano..
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GAThrawn
2001-11-24 15:09:00

ahahahahahahahah belissima!




Thrawn
Grand'Ammiraglio della marina imperiale

"La sirena si alzo oltre il frastuono dello Star Destroyer e della battaglia e Pellaon riusci finalmente a girare la testa.
Thrawn era seduto con la schiena diritta sulla sua poltrona, l'espressione stranamente calma. Sull'uniforme candida da grand'ammiraglio si stava allargando una macchia rosso scuro. Al centro, in pieno petto, sporgeva l'impugnatora del pugnale di Rukh.
Thrawn lo vide, e con grande sorpresa di Pellaon, sorrise.
"Era una vera opera d'arte",sussurrò.
Il sorriso gli si spense sul volto e così la luce che brillava nei suoi occhi. Thrawn, l'ultimo dei grand'ammiragli, era morto."




elflum
2001-11-25 02:18:00
beh grazie per i complimenti, beh i lemmings hanno uno sguardo un pelino piu' intelligenti . Direi che siamo abbastanza maturi per scrivere una tesi al riguardo . No!Non dei lemmings dei tascioni...truzzi o come volete voi no?
Sidvicious85
2001-11-25 10:20:00
beh, perchè no, potrei contribuire con il mio vastissimo bagaglio culturale (sugli zzzzarri)
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Sidvicious85
2001-11-13 19:12:00
ahh, i sancarlini sono la feccia di milano.. almeno alcuni zarri sono simpatici. I sancarlini sono tutti odiosi. Pigliamoli a ginocchiate nei quaglioni (i + svegli avranno capito )
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scizorfanatic
2001-11-13 19:29:00
1 mio amiko ke sta a milano mi ha detto the same thing%)


Scottishcat
2001-11-13 19:55:00
Dehihiho... gli occhiali cromati dal verde al giallo...il sancarlino tipo nn può non averli
GAThrawn
2001-11-14 10:04:00
scusate l'ignoranza,"sancarlini"?




Thrawn
Grand'Ammiraglio della marina imperiale

"La sirena si alzo oltre il frastuono dello Star Destroyer e della battaglia e Pellaon riusci finalmente a girare la testa.
Thrawn era seduto con la schiena diritta sulla sua poltrona, l'espressione stranamente calma. Sull'uniforme candida da grand'ammiraglio si stava allargando una macchia rosso scuro. Al centro, in pieno petto, sporgeva l'impugnatora del pugnale di Rukh.
Thrawn lo vide, e con grande sorpresa di Pellaon, sorrise.
"Era una vera opera d'arte",sussurrò.
Il sorriso gli si spense sul volto e così la luce che brillava nei suoi occhi. Thrawn, l'ultimo dei grand'ammiragli, era morto."




Scottishcat
2001-11-14 20:12:00
Be, spieghiamo a coloro che non possiedono la sapienza... .
Beh, letteralmente sono quelli che vanno al liceo san Carlo di Milano, un liceo da fighettini, figli di papà pieni di soldi.
Poi è diventato un aggettivo per definire tutti quelli che vanno in giro con le cose sopracitate. Per esempio gli occhiali cromati, le scarpe Prada (che fanno molto ricchione a dir la verità...), il telefonino nuovo di pacca, tutte le magliettine che se non sono firmate da Aspesi, Onyx, Londsale ecc. ecc. non si possono mettere. Per antonomasia il sancarlino è di destra o berlusconiano... anzi
N.E.S.suno
2001-11-14 22:16:00
Come v'avevo promesso...
IL TAMARRO

Il tamarro è un'entità superio.. pardon, inferiore, creata dal Signore a immagine e somiglianza di uno qualsiasi dei bulli di periferia di una città qualunque. Il termine "tamarro" non è comunque universalmente riconosciuto e il personaggio in questione assume diverse nomee a seconda del luogo nel quale risiede. Come le antiche divinità , adorate con nomi differenti ad Atene e a Roma, il tamarro assume varie denominazioni a seconda della zona d'Italia nella quale viene avvistato. Abbiamo così tribù di gaurri, zarri, cuozzi, cataruozzoli. Il tamarro non ha particolari limiti geografici, potrete trovarlo praticamente ovunque, tranne che nei luoghi ove aleggi un sentore anche minimo di cultura (es. una biblioteca, un museo, una libreria…), una sorta di criptonite per lo sconsiderato essere in esame. Sono queste zone pericolose per il tamarro, che non può rimanervi per un tempo superiore alla frazione di nanosecondo, pena la morte fisica, non cerebrale, dato che questa è avvenuta praticamente quando il tamarro era ancora in uno stato embrionale. Per dare comunque una collocazione spaziale alquanto precisa, possiamo notare che i tamarri affollano una cittadina campana nomata "Afragola". E' qui che infatti tali individui si raggruppano in branchi e sempre in determinati luoghi, con una densità che può raggiungere quella di 10 individui per metro quadrato. Il tamarro si sposta in branchi, dato che da solo non riesce a esercitare quella funzione intimidatoria scopo stesso della sua vita. Per farlo, può usare mezzi a quattro e due ruote, nonché ingegnosi sistemi di palafitte semoventi, usualmente chiamati "anfibi con zeppa di spropositate dimensioni". Procederemo adesso ad un esame, piuttosto superficiale, dei suddetti mezzi di trasporto. Il mezzo a quattro ruote citato può essere una Uno/Punto Turbo i.e. (generalmente giallo limone marcio); una Mini cabriolet. In caso di crisi finanziarie particolarmente gravi, ogni macchina va bene e il tamarro rimedia con appositi e improvvisati Kit di personalizzazione. Perché "K" maiuscola? Perché il Kit per antonomasia è quella reminiscenza supercariana di alcuni (molti!) anni fa: ricordate quella striscia di led luminosi che si accendevano e spegnevano in sequenza, posti in un'apposita feritoia sul cofano della macchina di Michael Night? Esattamente, quello che produceva anche un suono strano all'accendersi e spegnersi ritmico dei diodi a emissione di luce. Il Kit è disponibile in vari modelli, con e senza suono e con i led programmabili (naturalmente, è tutto pre-programamto, altrimenti il tutto sarebbe inutilizzabile dal tamarro). I meno danarosi rimpiazzano questo insostituibile strumento con tubi semitrasparenti che racchiudono serie di lampadine luminose intermittenti, il cui scopo originario era quello di fungere quali decorazioni natalizie. Abbiamo poi kit (con la "k" minuscola) composti da minigonne, molle per assetti ribassati, marmitte che decuplicano il rumore prodotto dai motori rigorosamente elaborati (a volte con l'ausilio di numerosissimi buchi, in stile cuoio capelluto), compact disc da appendere allo specchietto retrovisore interno (i tamarri autoironici lo sostituiranno con un pratico 78 giri), dadi di peluche, scritte adesive cromate, tribal e altro ancora. Spostiamoci adesso alle due ruote: per le marmitte vale lo stesso discorso delle auto, cambia invece il grado di elaborazione di motore, frizione e altro. Risultato dell'elaborazione è un motorino di 181 cc, invece che di 50 cc secondo quanto scritto sul libretto. Le prestazioni subiscono un incremento del 100% in velocità massima, il miglioramento in ripresa e accelerazione è quantomeno incalcolabile in termini numerici. Alle già alte prestazioni conseguite, viene aggiunta una quota variabile, definita dalla "costante di Banf". Si narra così di vespini special che raggiungono i 210 km orari (rilevazione effettuata correndo in parallelo ad una 127 che procedeva alla stessa velocità, guidata da un compagno tamarro quanto basta). E questo prima di inserire la terza (o la quarta, in caso di cambi a 4 velocità). Ugualmente si narra di vespe "tagliate", ovvero rese più efficienti dal punto di vista aerodinamico tramite interventi di carrozzeria tesi a minimizzare la superficie frontale del mezzo stesso, capaci di raggiungere la velocità massima in 200 metri (quasi fossero dragsters). Le banfe a proposito sono virtualmente infinite, dato che di leggende metropolitane a proposito ne nascono almeno 10 al giorno. Parlando di motorini, colgo l'occasione per disquisire su un fenomeno molto strano, legato comunque alle capacità cerebrali di un qualsiasi tamarro. Provate a osservare uno di questi soggetti quando è alla guida di un qualsiasi motorino: il suo volto è inespressivo, immobile, immutabile. La sua espressione muta solo e solo se il tamarro proferisce in uno dei suoi versi disarticolati, in ogni caso tesi a denigrare in maniera più volgare possibile chiunque intralci la sua circolazione. Ebbene, premesso questo volete sapere perché il tamarro non può azionare i muscoli facciali durante la guida? Presto detto. Il cervello di un tamarro è in grado elaborare una sola istruzione alla volta, con risultati scadenti (prendete ad esempio un qualsiasi computer mono-task con a bordo un 808. Quindi, in conseguenza dell'attaccamento barbaro e ingiustificato del tamarro alla vita, tale misera capacità di elaborazione viene dedicata esclusivamente al perseguimento delle funzioni vitali (respirazione e battito cardiaco). Il tamarro sul motorino quindi, oltre a dover respirare e usufruire degli indispensabili servigi del sangue, deve stare anche attento alle macchine che procedono in qualsiasi senso (spesso contrario, data la predisposizione del tamarro di percorrere solo strade a senso unico, nel verso sbagliato: d'altronde, la vita del tamarro non ha senso…), guardando inoltre entrambi i lati della strada per rilevare la presenza di eventuali cozze impanate, nemesi femminili dei tamarri. Converrete con me che è già abbastanza per mandare in tilt il primordiale encefalo dell'homo demens (definizione scientifica del tamarro). In risultato di quanto espresso, sul suo volto rimane congelata l'espressione che il tamarro aveva prima di montare in sella. Fatto strano e inspiegabile, almeno per il momento, è che anche l'eventuale passeggero (irrimediabilmente un tamarro anch'egli) sembra colpito da paresi. Forse (ma è solo un'ipotesi altamente improbabile) uniscono le loro forze mentali per guidare il mezzo. Per amplificare l'intelletto, il tamarro fa uso, durante gli spostamenti (e non solo), di sostanze allucinogene varie o di semplici sigarette, sempre scroccate. Le sostanze allucinogene in questione spaziano dall'hashish all'oppio, passando per giusquiamo, radicchio, e foglie di cicorie. In pratica, il tamarro fuma qualsiasi materia di provenienza anche lontanamente vegetale e soggetta alla combustione. Il fumare non pregiudica la guida del mezzo, perché inspirando, il tamarro assimila sostanze terribilmente nocive, espirando espelle, oltre all'aria oramai ricca di anidride carbonica, anche i derivati della combustione psicotropa. Veniamo adesso all'ultimo punto concernente i mezzi di trasporto tamarriani: i piedi. Ultima risorsa del tamarro che non possiede il classico motorino, i piedi, strumenti preziosi, vengo rinchiusi in orribili stivali dotati di generosi rialzi (zeppe di materiali plastici per la cui misurazione ci si serve di strumenti di derivazione aerospaziale), atti a distanziare il più possibile i delicati arti dalla dura terra. In genere di colore nero, sconfinano spesso nella scala dei grigi catarifrangenti e nell'arancione carico, riflettente anch'esso. Se a questi colori aggiungiamo il blu, abbiamo ottenuto la palette completa che gli specialisti in moda tamarra usano nelle loro creazioni. Il tamarro si guarda bene dall'esporre le sue delicate pupille alla feroce irradiazione solare: se ne prende cura proteggendole con l'ausilio di voluminosi occhiali da sole a specchio, in grado di coprire da soli oltre la metà della superficie facciale (abbondantemente bombardata dai raggi UVA delle lampade abbronzanti). Di tonalità azzurre, arancioni o semplicemente nere, queste propaggini ottiche conferiscono al tamarro il suo aspetto inconfondibile, specie quando vengono indossate alle due di notte. Le forme sono le più varie. Incredibile a dirsi, il tamarro parla. Anzi, più realisticamente, bofonchia, muggisce, genera rumore tramite la stimolazione dei flussi d'aria che avvolgono le sue corde vocali. E quando riesce ad articolare un intera frase, in genere la stessa è priva di senso apparente e viene recepita solo dai suoi simili. Capita, molto sporadicamente (in casi numericamente inferiori alle eclissi di sole) il tamarro cerchi di comunicare con un essere umano: con molto sforzo riuscirà a mettere insieme qualche frase, scorretta nella sintassi, nelle grammatica e nei concetti. L'importante, comunque, è farsi capire: il tamarro fallisce anche in questo.

Proporrò adesso alcune frasi estratte da una conversazione tra gruppi di tamarri, a proposito di una rissa (gli altri argomenti trattati dai tamarri sono le superbanfe sessuali, l'elaborazione dei mezzi meccanici in generale e gli impianti stereo: di questi ultimi ne parlerò in seguito).

Ahò, c'hai na cartina?

No, ci ho un cartone! (sguaiate risate in sottofondo degli amici tamarri)

Bello, forse non hai capito con chi stai parlando…

Non sei neanche l'immondizia che sotto le scarpe…

Compare, stai attento, altrimenti potresti trovarti in un matrimonio di schiaffi senza sapere neanche chi ti ha invitato…

Devi venire tu e altri cento come te…

Per uno come te basto solo io…

Poi si passa alle offese verbali nei confronti dei rispettivi familiari, rivolte in genere ai componenti di sesso femminile. Si giunge alla goccia che fa traboccare il vaso: in genere è una frase, che cambia in ogni regione d'Italia, tranne che in quelle a statuto speciale, ove è stata unificata. In Campania la frase incriminata è la seguente:

"MA A QUANT 'O VVINN?!?!" (Trad. letterale: "MA A QUANTO LO VENDI", frase dal significato oscuro e inspiegabile).

La rissa inizia, le due fazioni (una composta da 15 tamarri, l'altra da 3) emettono urla oscene e grida d'incitamento vichinghe, per sollevare l'attenzione degli astanti affinchè possano dividere i litiganti. Il che avviene puntualmente.

Il tutto si risolve in un nulla di fatto, nessuno riporta (purtroppo) conseguenze fisiche rilevanti (nessuna estinzione in massa), tranne che gli abiti descritti in precedenza, inutilizzabili. La fazione sconfitta (quella in minoranza numerica) si congeda gridando: "Adesso vado a chiamare…". I paladini che dovrebbero correre in aiuto dei loro protetti (figure retoriche la cui esistenza è veritiera come quella dell'Incredibile Hulk) rispondono ai nomi più terrorizzanti che il tamarro riesce a ricordare (vengono ideati, nella maggior parte dei casi, da menti ben più allenate).

Abbiamo un classico, Tore 'a Carogna (Salvatore la Carogna), seguito dai meno usuali Pasquale Armageddon, Michele the Crow, Nicolapocalyps, Peppe the Crusher, Demolition Carmine, Giovanni Hell, Marcuccio 'o Punitore, Geppino the left arm of Satana e così via…

Detto questo, il tamarro sconfitto scompare all'orizzonte, per non farsi mai più rivedere, i vincitori urlano frasi irripetibili, compiacendosi a vicenda della grande impresa compiuta (il tamarro è dannoso in gruppo, da solo vale poco meno di una patata marcia). Anche i tamari si riproducono, purtroppo. E, naturalmente, non per partenogenesi asessuata. Già in precedenza ho parlato di motorini e cozze impanate. Dalla fusione dei due elementi, nasce il tacchinaggio, uno degli obiettivi primari del tamarro. Osserviamo la scena: due tamarri, a bordo dell'immancabile motorino (elemento presente in qualsiasi momento della giornata tamarra, compagno di mille tamarrate) avvistano la preda, due esseri di natura umanoide sulla cui carta d'identità, alla voce "Sesso:" segue una improbabile F maiuscola. Sono splendide (agli occhi dei tamarri), nei loro pantaloni arancio che traboccano cellulite, avvolte in raffinati giubbotti neri e lucidi, incredibilmente simili a sacchetti della spazzatura. I due esseri di sesso femminile prima fingono di scacciare i due pretendenti, gridando loro frasi sconce e sacrileghe per una bocca femminile. I due tamarri contrattaccano, e per non essere da meno, rincarano la dose. Il motorino segue i due abomini (la loro voce potrebbe essere ricreata unendo i diagrammi vocali di Ferruccio Amendola, un gruppo di scaricanti di porto e la registrazione live del caos prodotto da un gruppo di fans dei Marylin Manson accorsi ad un loro concerto), diretti verso zone isolate in periferia. Il capolinea. L'accoppiamento dura pochi secondi, le due squadre di tamarri si dividono a danno compiuto. Due (nel migliore dei casi) piccoli tamarri affolleranno la terra in un lasso di tempo molto breve (i tamarri nascono alcuni mesi prima dei canonici 9, prima che l'apparato cerebrale sia del tutto sviluppato). Tamarri si nasce, ma lo si diventa anche. E' necessaria, comunque, una predisposizione, senza la quale si è assolutamente immuni dal contagio. Il tamarro può anche civilizzarsi, ma il verificarsi delle condizioni necessarie ad innescare il processo di salvataggio è quanto mai raro. Non tutti i tamarri presentano contemporaneamente tutte le caratteristiche elencate. Qualora così fosse, ci troveremmo di fronte ad un campione dei tamarri, il fantomatico "Tamarrone", un essere squallido e abietto, scevro da qualsiasi traccia di senso civico, evitato dagli esseri umani e osannato dai simili, che vedono in lui un modello, un obiettivo da raggiungere a tutti i costi. Attualmente, nessuno sa come disfarsi di questi odiosi parassiti, ma le grandi menti del mondo stanno cercando di scoprire la chiave del processo di inversione, senza risultati apprezzabili, almeno per il momento…

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Alcune cose che ho scritto hanno fatto bene.
Non me ne rammarico.

Alcune cose che ho scritto hanno fatto male.
Non me ne rallegro.

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