Giochi della serie Mario Party
La Festa che Non Finisce Mai: il Caos Contagioso di Mario Party
La serie Mario Party è uno dei fenomeni più longevi e iconici del mondo Nintendo, nato per trasformare il salotto in un’arena di risate, tradimenti e colpi di scena. Ideata sotto la supervisione diretta di Shigeru Miyamoto, la formula venne sviluppata da Hudson Soft in collaborazione con CAProduction a partire dal 1996. Il primo capitolo, semplicemente intitolato Mario Party, arrivò sul Nintendo 64 nel dicembre 1998 in Giappone (1999 in Occidente) e introdusse il concetto rivoluzionario di party game ibrido: un tabellone da gioco da tavolo digitale intervallato da decine di minigiochi frenetici.
Le caratteristiche peculiari che rendono unica la serie sono evidenti fin dal debutto. Ogni partita si svolge su un tabellone con percorsi ramificati, dove i giocatori lanciano un dado (o blocchi speciali), raccolgono monete e competono per le ambitissime Stelle. Alla fine di ogni turno scatta un minigioco casuale – cooperativo 4 vs tutti, 2 vs 2, 1 vs 3 o duelli 1 vs 1 – che può ribaltare completamente la classifica. Il genio sta nel mix perfetto tra strategia leggera (scelta dei percorsi, gestione delle monete, oggetti speciali) e puro caos da multiplayer locale: amicizie messe alla prova, alleanze momentanee e tradimenti epici. I minigiochi sfruttano al massimo le caratteristiche del controller del momento, dal rischioso rotolamento dell’analogico del N64 (che causò vesciche leggendarie) ai motion control del Wii e Joy-Con della Switch. Il tutto condito da un umorismo slapstick, animazioni esagerate e la presenza costante di Bowser come guastafeste.
La saga con Hudson Soft dominò l’era classica. Mario Party 2 (1999) e 3 (2000) raffinarono il sistema sul N64, introducendo temi stagionali e storie leggere. Sul GameCube arrivarono Mario Party 4 (2002), 5 (2003), 6 (2004) e 7 (2005), con nuovi tabelloni, oggetti e la possibilità di giocare in otto su 7. Mario Party 8 (2007) approdò sul Wii, mentre Mario Party DS (2007) portò l’esperienza portatile.
Quando Hudson Soft venne acquisita da Konami, molti sviluppatori chiave migrarono in NDcube (oggi rinominata Nintendo Cube). Da Mario Party 9 (2012) in poi il testimone passò a loro. Il capitolo 9 rivoluzionò la formula spostando tutti i giocatori su un unico veicolo, una scelta divisiva. Mario Party 10 (2015) aggiunse il Bowser Party con amiibo, mentre Super Mario Party (2018) su Switch tornò alle origini con tabelloni classici, dadi personalizzati per personaggio e un roster ampliato. Mario Party Superstars (2021) celebrò il meglio del passato selezionando i minigiochi e i tabelloni più amati della serie.
L’ultimo grande capitolo, Super Mario Party Jamboree (2024), ha portato su Nintendo Switch oltre 110 minigiochi, nuovi buddy system e tabelloni tematici. Nel 2025 è arrivata la Nintendo Switch 2 Edition + Jamboree TV, che sfrutta le potenzialità della nuova console per partite ancora più fluide, supporto online migliorato e modalità aggiuntive pensate per il multiplayer allargato.
Mario Party ha venduto decine di milioni di copie in quasi trent’anni perché incarna l’essenza del gioco Nintendo: accessibile a tutti, ma capace di generare serate indimenticabili. Non è solo un videogioco, è un rito sociale che ha insegnato intere generazioni cosa significhi ridere, urlare e riconciliarsi davanti allo schermo. Con Nintendo Cube al timone e la Switch 2 che apre nuove possibilità di gioco condiviso, la festa è destinata a continuare, sempre più caotica, colorata e irresistibile.