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La nemesi di Link è la rappresentazione della forza, alla costante ricerca degli altri pezzi della Triforza

Ganondorf

Ah, Ganondorf. Solo a nominarlo sembra di sentire in lontananza quell’organo sinistro che accompagnava la nostra scalata al Castello di Hyrule nel 1998. Se Link è il coraggio che non demorde e Zelda la saggezza che guida, Ganondorf è quella brama di potere pura, incrollabile e, ammettiamolo, terribilmente affascinante che tiene in piedi l’intera cosmogonia di Kyoto. Non è solo il "cattivo" della domenica; è l’unico Re delle Gerudo nato in un secolo, un destino segnato fin dalla culla tra le sabbie del deserto.

Shigeru Miyamoto, con quel suo guizzo da eterno fanciullo, voleva inizialmente qualcosa di più simile a un bue antropomorfo, ispirandosi al Re Scimmia di Alakazam the Great. Ma è con il passaggio al 3D che il Nostro ha guadagnato quel carisma magnetico. Ricordate la sua prima apparizione in Ocarina of Time? Quel ghigno sardonico mentre osserva il giovane Link dalla finestra del castello? Lì abbiamo capito che non stavamo più giocando a rincorrere un cinghiale blu pixelato, ma stavamo affrontando un usurpatore con una visione.

La bellezza di Ganondorf risiede nella sua tragica ciclicità. Come diceva lo scomparso e immenso Satoru Iwata, Nintendo non crea solo giochi, crea ricordi che restano nel tempo, e Ganondorf è il filo conduttore che lega le generazioni. Che si tratti del signore della guerra dai capelli di fuoco di Twilight Princess o dell'entità ancestrale e mummificata che abbiamo visto risvegliarsi nei capitoli più recenti, la sua essenza non muta: è l'incarnazione dell'odio di Demise, un re senza regno che reclama il suo diritto divino sulla Triforza.

Eppure, sotto quell'armatura pesante e quel naso aquilino, c'è un personaggio che sa essere sorprendentemente malinconico. In The Wind Waker, ci ha regalato uno dei momenti più umani della saga, confessando come il vento del deserto portasse solo morte, mentre quello di Hyrule portasse vita. È questa profondità, mista a una prepotenza ludica che lo ha reso un'icona anche in Super Smash Bros. (nonostante quel set di mosse un po' troppo simile a quello di Captain Falcon, ma sorvoliamo per amore di pace), a renderlo il cattivo definitivo. Ganondorf non perde mai davvero; aspetta solo che la storia ricominci.

Auguri di Buon Natale e Buone Feste dal Nintendoclub

24/12/2016 Shandon 5 Commenti

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