Red Dead Redemption su Switch 2: il dilemma fisico tra gloria e polvere
Nuovi rumor su Red Dead Redemption per Nintendo Switch 2: tra edizioni fisiche monche e prestazioni da urlo.
Un ritorno a cavallo tra i pixel e la polvere. Il mondo dei rumor non dorme mai, specialmente quando si parla della nostra amata Nintendo Switch 2. Nelle ultime ore, alcune indiscrezioni provenienti da fonti vicine a Rockstar Games hanno riacceso i riflettori su Red Dead Redemption, il capolavoro western che ha già incantato milioni di giocatori. Sebbene il titolo sia già presente nella softeca della console ibrida, questa nuova versione pensata specificamente per l'hardware di nuova generazione prometteva faville, ma c'è un dettaglio che sta facendo storcere il naso ai collezionisti più incalliti. Si parla infatti di una possibile distribuzione fisica basata sul famigerato modello code-in-a-box, una scelta che costringerebbe gli utenti a scaricare la quasi totalità dei dati nonostante l'acquisto di una confezione fisica.
L'ombra del codice nella scatola. Questa pratica, purtroppo non nuova nell'industria, sembra quasi un controsenso nell'era della Nintendo Switch 2, una macchina che ha finalmente sdoganato le cartucce ad alta capacità da 64GB. Eppure, secondo quanto trapelato, Rockstar potrebbe optare per una soluzione al risparmio, limitando la cartuccia a pochi gigabyte o, peggio, eliminandola del tutto a favore di un voucher digitale. Questo approccio non solo complica la vita a chi ha connessioni poco performanti, ma mina alla base il concetto di conservazione del software, un tema carissimo alla community Nintendo. Vedere un'opera di tale portata trattata come un semplice download mascherato da pezzo da scaffale è un colpo al cuore per chi ancora ama sentire il clic della cartuccia che si inserisce nello slot della console.
Una filosofia di conservazione. Nonostante queste nubi all'orizzonte, è innegabile che l'idea di giocare a Red Dead Redemption con risoluzione 4K upscalata e un frame rate granitico a 60fps sia un sogno che diventa realtà. D'altro canto, la storia di Nintendo è piena di sfide tecniche apparentemente impossibili. Basti pensare a quando Shigeru Miyamoto, durante lo sviluppo del primo Zelda, insisteva sulla necessità di dare al giocatore un senso di possesso fisico del mondo di gioco. Anche se oggi quel possesso passa spesso per il digitale, il legame emotivo con l'oggetto resta fondamentale. Speriamo che Rockstar ci ripensi e decida di onorare il leggendario viaggio di John Marston con un'edizione fisica degna di questo nome, capace di sfruttare appieno le potenzialità tecniche della nostra fiammante console senza costringerci a svuotare l'hard disk interno prima ancora di iniziare l'avventura.
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