Reggie Fils-Aimé
Scopri la storia di Reggie Fils-Aimé: l'uomo che ha guidato Nintendo con carisma, meme e la filosofia "My body is ready".
Ciao a tutti, amanti del Grande N! Se oggi possiamo parlare di Nintendo con quel misto di riverenza e divertimento che ci contraddistingue, lo dobbiamo in gran parte a un uomo che non era un programmatore, non sapeva disegnare baffi idraulici, ma sapeva come bucare lo schermo con la forza di un uragano. Sto parlando del mitico Reggie Fils-Aimé, l’uomo che per quindici anni ha incarnato lo spirito guerriero della casa di Kyoto oltreoceano. Quando Reggie fece il suo debutto sul palco dell’E3 nel 2004, il mondo dei videogiochi venne scosso da un terremoto: si presentò dicendo che il suo nome era Reggie, che il suo obiettivo era "prendere nomi" e, beh, "prendere a calci i fondoschiena". In un’epoca in cui i dirigenti d’azienda sembravano tutti usciti da un congresso di commercialisti, lui era la boccata d’aria fresca (e leggermente intimidatoria) di cui avevamo bisogno.
Ma chi era Reggie prima di diventare il "Regginator"? Figlio di immigrati haitiani, si è fatto le ossa nel marketing di giganti come Procter & Gamble e Pizza Hut. È ironico pensare che l’uomo che avrebbe lanciato il Wii abbia passato anni a vendere Big Foot Pizza, ma è proprio quella capacità di parlare alle masse che lo ha reso perfetto per la missione di Satoru Iwata: allargare la cerchia dei giocatori. Il legame tra Reggie e Iwata, insieme al genio di Shigeru Miyamoto, ha formato una sorta di "Triforza" dirigenziale che resta probabilmente il periodo più iconico della storia moderna di Nintendo. Erano diversi, quasi comici insieme: il saggio sognatore, l’artista eterno bambino e il gigante americano pronto alla battaglia.
Reggie non era solo un volto, era un generatore automatico di meme prima ancora che i meme fossero la moneta corrente di internet. Come dimenticare la presentazione della Wii Balance Board, quando guardò la telecamera e pronunciò le parole sacre: "My body is ready". In quel momento, Reggie ha trasceso il ruolo di Presidente di Nintendo of America per diventare un’icona pop. Ha saputo gestire il trionfale successo del DS e del Wii, ma ha anche mostrato la sua tempra durante il difficile periodo del Wii U, mantenendo sempre alta la bandiera della compagnia con quel suo sorriso un po’ sornione e la mascella squadrata.
È interessante notare come, nonostante fosse un uomo d'affari pragmatico, avesse capito perfettamente la filosofia del "giocare per divertirsi". Spesso lo si vedeva sfidare i fan a Super Smash Bros., e anche se di solito finiva per perdere clamorosamente, lo faceva con una dignità che lo rendeva uno di noi. Quando si è ritirato nel 2019, lasciando il trono a Doug Bowser (un nome che sembra uscito da un casting di Mario), abbiamo tutti sentito un vuoto. Reggie ci ha insegnato che si può essere seri nel proprio lavoro senza prendersi troppo sul serio, e che dietro una grande console c’è sempre bisogno di un grande carisma. Oggi lo vediamo scrivere libri e fare consulenze, ma per noi resterà sempre colui che è pronto a saltare nel Regno dei Funghi per difendere il nostro diritto al divertimento puro.
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