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Autore Topic: Sentimenti & Co  (Letto 330026 volte)

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Offline Sidvicious85

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Re:Sentimenti & Co
« Risposta #6945 il: Aprile, 20, 2017, 11:13 »
...vuoi che ti tenga la manina mentre ci dici cos'è e poi ci mettiamo tutti a fare una frignatina catartica?  :)

Offline ElTigno

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Re:Sentimenti & Co
« Risposta #6946 il: Aprile, 20, 2017, 11:16 »
D'altra parte é anche vero che i problemi meno gravi (ad esempio una depressione lieve) sono quelli che hanno maggiore probabilitá di risolversi o attenuarsi da sé. Poi se nel frattempo stai visitando uno psicologo, ti sembra che sia stato lui/lei a curarti, e se questo succede con una certa frequenza il risultato é un'illusione ottica per cui "quanto piú lieve il problema, quanto piú probabile che lo psicologo te lo curi".

Boh, non la penso così. E non mi sembra che Giotto abbia detto "minchia zi sto male da na settimana son depresso vado dallo psic", mi sembra ci sia una riflessione un po più ponderata dietro.

Offline John Silver

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Re:Sentimenti & Co
« Risposta #6947 il: Aprile, 20, 2017, 11:26 »
Prima fai un paio di battute sarcastiche, tipo il consiglio di arruolarsi nella legione straniera, e solo dopo spieghi il pensiero che c'è dietro. Il sarcasmo tradisce un certo disprezzo per quello che Giotto sta dicendo, ma dopo ritratti e dici che spetta a lui a decidere. Uno psicologo direbbe che questo modo di porsi è passivo-aggressivo. La domanda: è il tuo modo per attirare l'attenzione o sei risentito per qualcosa? :thumbsup:
...vuoi che ti tenga la manina mentre ci dici cos'è e poi ci mettiamo tutti a fare una frignatina catartica?  :)

« Ultima modifica: Aprile, 20, 2017, 11:28 da Sidvicious85 »

Offline Sidvicious85

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Re:Sentimenti & Co
« Risposta #6948 il: Aprile, 20, 2017, 11:29 »
ecco, guarda, guarda che bel posto è questo forum, ché ti ho anche aggiustato l'immagine da hipster acido che non sei riuscito a mettere!  :love1:

Offline John Silver

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Re:Sentimenti & Co
« Risposta #6949 il: Aprile, 20, 2017, 11:39 »
Prima fai un paio di battute sarcastiche, tipo il consiglio di arruolarsi nella legione straniera, e solo dopo spieghi il pensiero che c'è dietro. Il sarcasmo tradisce un certo disprezzo per quello che Giotto sta dicendo, ma dopo ritratti e dici che spetta a lui a decidere. Uno psicologo direbbe che questo modo di porsi è passivo-aggressivo. La domanda: è il tuo modo per attirare l'attenzione o sei risentito per qualcosa? :thumbsup:
...vuoi che ti tenga la manina mentre ci dici cos'è e poi ci mettiamo tutti a fare una frignatina catartica?  :)
ecco, guarda, guarda che bel posto è questo forum, ché ti ho anche aggiustato l'immagine da hipster acido che non sei riuscito a mettere!  :love1:


Offline Giotto 100

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Re:Sentimenti & Co
« Risposta #6950 il: Aprile, 20, 2017, 14:48 »
@Zanze: su molte cose capisco davvero di cosa parli. Forse la questione della pigrizia per me è stata più una percezione che sentivo, che una mia caratteristica vera. 2 anni fa stavo andando incontro a tantissimi problemi con la salute e mi sono reso conto che a 25 anni stavo finendo a fare la vita di un quarantenne. Mi sono sentito un po' toccato e tipo in 5 mesi ho perso qualcosa come 22 Kg con un'attenzione maniacale bilanciando attività fisica ed alimentazione. Stava andando tutto alla grande e poi dopo qualche mese faccio questa cagata di dichiarazione che mi ha rovinato la mente.
Da lì passavo le giornate a giocare ai videogiochi non tanto per rinchiudermi in una realtà, ma per studiarli e capirli nei processi creativi (e onestamente nel confrontarmi meglio questa cosa oggi mi viene più che utile in qualsiasi campo); tant'è che questo modo di fare un pochino ho cercato di applicarlo poi in altri medium. Penso sia stato molto bello, ma con quest'ultimo Zelda penso anche di aver chiuso proprio questo capitolo per un bel po' di tempo. Nel mentre sono riuscito comunque a continuare a concentrarmi in termini di salute con uno stile di vita tendenzialmente sano e questo mi ha aiutato probabilmente a non peggiorare la depressione (se mai ci sia veramente).

Ora mi ritrovo che mi devo cimentare in quello che ho lasciato sospeso da troppo tempo, ma sto facendo i conti con il mio cervello, che non ne vuole proprio sapere. Penso al passato e boh trovo e penso pure a delle cause di alcuni eventi che mi hanno traumatizzato (tu hai avuto un amico curato male da uno psichiatra, io qualche anno fa ho avuto un mio parente in stanza per più di una settimana che prendeva certi medicinali come caramelle), ma non trovo mai motivazioni che mi convincano appieno. Nel mentre mi sento schiavo di un rancore decisamente barbaro ma finora controllabile, ma sto diventando socialmente sempre più rigido e distaccato. Di fatto, quando passeggio tutti i giorni inevitabilmente penso a tante di queste cose per cercare una soluzione, è capitato anche di confrontarmi con alcuni amici e fratelli, ma ancora sto in un nulla di fatto.

Capisco che John veda la soluzione dello psicologo come estrema (anche se mi sembra che tu prenda dei casi un po' esagerati per vederlo come una necessità) e anzi, parlarne così pubblicamente da parte mia può far storcere più di un naso, però, non so, ci sono troppi dettagli che non riesco ancora a far emergere per farmi sentire bene. Un esempio mio personale fatto proprio proprio con la community è che qualche anno fa mi sono accorto di aver creato il topic della depressione che avevo qualcosa come 16-17 anni; lo avevo totalmente scordato. Ci sono cose mie personali, come in questo topic, che rimangono e rimarranno, ma crescendo ancora non vedo un motivo razionale solamente per aver fatto una cosa del genere a quell'età (nonostante anche a quell'epoca abbia vissuto eventi traumatizzanti). E nel mentre ho creato un topic che parla tendenzialmente di tristezza con un successo inaspettato oltre che non voluto. Ora, in pochissimi mi conoscono nella realtà, ma nei fatti per come agisco sono molto lontano da questa visione del mondo e sicuramente trasmetto tutta un'altra idea di me stesso. Nonostante ciò ho creato uno spazio in cui si parla di disagio. Ogni volta che ci penso rimango parecchio allibito.
In questo momento non sento neanche la necessità di andare da uno psicologo se non ci penso; ma gli estremi che ho raggiunto l'altro giorno ancora oggi mi mettono un'ansia pazzesca, perché ho una paura matta prima o poi di non sapermi più controllare perché più passa il tempo più peggiora la percezione di tutto. E per questo motivo accetto proprio l'idea di farmi un pochino strizzare il cervello da chi di dovere se ne occupa.
« Ultima modifica: Aprile, 20, 2017, 14:58 da Giotto 100 »
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Offline Sidvicious85

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« Risposta #6951 il: Aprile, 20, 2017, 16:25 »
Giotto comunque la tirata di gelosia, per quanto strana, è un comportamento normale. Quello che è un problema è il fatto che tu non riesca più a funzionare "normalmente". Se posso darti un consiglio, se davvero parti con la psicanalisi, concentrati su questo più che andare a prendere episodi traumatici del passato (gli psicologi adleriani sono quelli che sono più orientati in questa direzione https://it.wikipedia.org/wiki/Alfred_Adler). Onestamente non credo che quelli che avete descritto qua siano eventi traumatici. Cioè, se avere in camera per un po' uno che è fatto come un chicco è traumatico.. ho vissuto per due anni con un eroinomane. Poi magari dipende anche dal significato che attribuisci alla cosa, ma eventi traumatici sono quando ti muore la mamma da piccolo o cose del genere. Qualche evento davvero duro mi è successo; uno dei più recenti è stato quando ho dovuto prendere decisioni sulla vita di una persona adulta (mi sono spuntati dei capelli bianchi), e non è stato il peggiore. Nonostante questo sono riuscito a laurearmi e direi che sono abbastanza funzionale. Ciò detto, da poco ho scoperto che la psicologia è utile. Non perché sono andato dallo psicologo, ma perché ho iniziato a interessarmene per la mia tesi. Non ho assolutamente esperienza, eppure le nozioni che ho trovato mi hanno dato davvero qualcosa, quindi mi immagino che l'aiuto di uno psicologo (se te lo puoi permettere) possa aiutarti.



(L'articolo postato da John, lo dico da un pdv. metodologico, è ozioso anche se l'ha scritto un phd. Come cazzo fai a fare RCT su sessioni di psicanalisi [https://www.psychologytoday.com/blog/matter-personality/201212/why-psychotherapy-efficacy-studies-are-nearly-impossible "no shit!"]? Come si può paragonare la psicanalisi alla medicina? E' all'incirca dal tempo di Vico che si sa con cognizione che le scienze "naturali" sono diverse dalle scienze "dello spirito". E' abbastanza scontato che la psicologia non possa avere lo stesso successo della medicina. La medicina osserva fenomeni 'esterni' e dispone quindi di misurazioni, la psicologia fenomeni 'interni' e si basa sul linguaggio. Non si può neanche pensare di misurarne il successo perché non esiste, in psicologia o psichiatria, una concezione di persona "normale" mentre sappiamo com'è un'individuo sano da un pdv. fisico. Per cui la medicina può misurare gli effetti di un trattamento con RCT, la psicologia no; variabile dipendente e indipendente non sono misurabili a meno di prendere approssimazioni che snaturano completamente il tipo di osservazione scientifica.)
« Ultima modifica: Aprile, 20, 2017, 16:28 da Sidvicious85 »

Offline Iacosimo

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Re:Sentimenti & Co
« Risposta #6952 il: Aprile, 20, 2017, 16:37 »
A me lo psicologo ha aiutato tantissimo. E non ho preso nemmeno psicofarmaci.
Gli aspetti positivi dello psicologo sono:
  • Non fracassa i maroni
  • È pagato per ascoltarti e quindi effettivamente ti ascolta
  • Non si fa problemi di natura etica
  • Se gli fai vedere i messaggini della ragazza non ti dice "EH MA NON SI FA, BIRBANTELLO" (ogni riferimento a fatti o cose accadute è voluto)
  • Sei consapevole che le cose che dirai rimarranno in quelle 4 mura
  • Puoi effettivamente dire tutto di tutti, perché tanto lo psicologo non conosce nessuno e non si offende

L'ultimo punto è il più importante. Ogni volta quando parlo con qualcuno mi devo sempre trattenere per evitare di offendere l'amico di uno, l'amico dell'altro, poi devo avere il cagotto che tizio lo dica a caio, che poi mi rinfaccia le cose, e poi mi infama pubblicamente.

Sembra una stronzata ma vomitare ad alta voce tutto quello che hai sempre pensato a qualcuno che non si fa problemi ti alleggerisce in una maniera impressionante.  :2mdknie:

Ah i lati negativi è che ti puoi trovare uno psicologo con il quale non ti trovi (io consiglio di andare da uno psicologo dello stesso sesso) e il costo.

Offline Rin

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« Risposta #6953 il: Aprile, 20, 2017, 16:46 »
Io l'ultimo punto l'ho ritrovato anche nelle persone di internet. Ora con fb hai comunque un'identità ma prima di ciò conoscevi forse solo il nome di quella persona e avevi una sua foto di scarsa qualità e potevi tranquillamente raccontare i tuoi cazzi senza che ci fosse il rischio che conoscesse le persone di cui parlava o le dicesse a qualcosa a qualcun altro.
Io personalmente lo faccio ancora con alcune persone anche se le ho su fb ma abitiamo a centinaia di km, a volte ci si becca anche irl però sono comunque persone esterne alla tua cerchia.


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Offline Giotto 100

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Re:Sentimenti & Co
« Risposta #6954 il: Aprile, 20, 2017, 17:01 »
Giotto comunque la tirata di gelosia, per quanto strana, è un comportamento normale. Quello che è un problema è il fatto che tu non riesca più a funzionare "normalmente". Se posso darti un consiglio, se davvero parti con la psicanalisi, concentrati su questo più che andare a prendere episodi traumatici del passato (gli psicologi adleriani sono quelli che sono più orientati in questa direzione https://it.wikipedia.org/wiki/Alfred_Adler). Onestamente non credo che quelli che avete descritto qua siano eventi traumatici. Cioè, se avere in camera per un po' uno che è fatto come un chicco è traumatico.. ho vissuto per due anni con un eroinomane. Poi magari dipende anche dal significato che attribuisci alla cosa, ma eventi traumatici sono quando ti muore la mamma da piccolo o cose del genere. Qualche evento davvero duro mi è successo; uno dei più recenti è stato quando ho dovuto prendere decisioni sulla vita di una persona adulta (mi sono spuntati dei capelli bianchi), e non è stato il peggiore. Nonostante questo sono riuscito a laurearmi e direi che sono abbastanza funzionale. Ciò detto, da poco ho scoperto che la psicologia è utile. Non perché sono andato dallo psicologo, ma perché ho iniziato a interessarmene per la mia tesi. Non ho assolutamente esperienza, eppure le nozioni che ho trovato mi hanno dato davvero qualcosa, quindi mi immagino che l'aiuto di uno psicologo (se te lo puoi permettere) possa aiutarti.
Sid semplicemente non vorrei entrare troppo nello specifico perché vedo quelle situazioni come troppo delicate per essere spiegate dietro ad un pc, ma i miei eventi traumatizzanti posso assicurare che lo sono. E' chiaro che letti da un post, tanto più nei termini così generali che ho utilizzato si possono molto minimizzare, ma la mia intenzione è sicuramente non entrare nello specifico. Ma, ahimé, sono stati davvero degli orribili episodi.

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Offline Sidvicious85

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Re:Sentimenti & Co
« Risposta #6955 il: Aprile, 20, 2017, 17:04 »
ok, rispetto la cosa e capisco la riservatezza

Offline Felian

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Re:Sentimenti & Co
« Risposta #6956 il: Aprile, 21, 2017, 00:18 »
volevo solo precisare una cosa:
lo psicologo non è un medico e non può prescrivere alcun farmaco.
A prescrivere i farmaci è lo psichiatra che è ben altra cosa.

Spesso, una persona con problemi medici, riceve aiuto da entrambi i professionisti che sono diversi, sanno cose diverse e curano in maniera diversa.

S non si ha una patologia, lo psichiatra non serve; si va dallo psicologo. Viceversa, se si ha una patologia, andare da uno psicologo non risolve nulla.



Se passate da Londra, fatemi un fischio, che ci becchiamo!

Offline Maligno

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Re:Sentimenti & Co
« Risposta #6957 il: Aprile, 21, 2017, 03:16 »
Ok, butto giù qualche consiglio terra terra anche io. In verità non so nemmeno se definirli consigli, sono più esperienze personali, peraltro così specifiche da essere difficilmente generalizzabili, però secondo me possono essere significative. Poi ognuno trova le vie che vanno bene per sé, non sono ricette che vanno bene per tutti, ma per me hanno funzionato.

1) Per me probabilmente la più significativa. Risale alla seconda metà del 2010, cioè al periodo decisamente più nero della mia vita (non perdo tempo a specificare come e perché, tanto Giotto probabilmente capirà in 2 secondi a cosa mi riferisco), nonché il periodo che ha fondamentalmente diviso in due i miei 26 anni, al punto che non ricordandomi mai una stracazzo di data scindo i miei ricordi in pre e post estate 2010. Posto che per me sarà sempre una questione irrisolta e che non guarirò mai del tutto dalla cosa, sono riuscito a reagire e piano piano a ricostruirmi pezzo per pezzo con alcuni espedienti (e tanta pena e fatica mentale). Quel che viene da dire in questi casi, è "fai altro, tieniti occupato, concentrati su altre cose importanti, hobby, studio, lavoro, viaggi, quel che ti pare"; il punto è quello ma ciò che vorrei evidenziare è un meccanismo psicologico che mi ha permesso in un momento in cui ero uno straccio di carne, di attuare la filosofia del "concentrati su altro", che di per sé è ottima ma tremendamente difficile quando la testa non ti segue più.
Questo meccanismo psicologico per me è stato il sentimento di "rivalsa". Per quanto possa sembrare irrazionale (forse, boh) io mi son trovato a buttarmi a capofitto su cose tipo sport, università e romanzo che stavo scrivendo con l'idea di mostrare al mondo quanto fossi "forte". Andando ancora più a fondo, mi son reso conto che nella mia testa non si trattava nemmeno di "mostrare al mondo", ma di mostrare a LEI, cioè la persona che mi aveva abbandonato. Ora, sapevo benissimo che certamente lei non sapeva nulla di cosa facessi e probabilmente non le fregasse nemmeno, ma nella mia testa l'idea che "ora gliela faccio vedere io che persona ha abbandonato" mi ha dato una spinta pazzesca. Ho vissuto un anno come se ogni giorni bevessi 10 caffè dall'adrenalina che mi "autoiniettavo" in corpo, perché nel momento in cui lasciavo che quell'effetto calasse, mi sentivo nuovamente uno straccio come prima.
Ora, non voglio sostenere che questa sia la soluzione più giusta e adatta a tutti, però ha almeno due aspetti significativi. Il primo è che non ti permette di crogiolarti nello sconforto e nella tristezza. La tentazione di stare a leccarsi le ferite e dare la colpa agli eventi per la nostra incapacità di reagire, è forte ed è spontanea, ma ti ingabbia in una palude. L'idea che invece "ora gliela faccio vedere io chi è Maligno", per quanto ridicolmente inconsistente nella realtà delle cose, ti costringe a combattere un nemico (inesistente) invece che combattere te stesso. Il secondo aspetto positivo è che appunto ti spinge a fare cose che ti distraggono e ti distolgono le energie, ma soprattutto ti ridanno la fiducia in te stesso che la sfera sentimentale ti aveva invece portato via. Oltretutto, vantaggio bonus secondario, la ricostruzione dell'autostima ti aiuta a vivere meglio il rapporto con altre persone (specialmente donne se si parla di problemi sentimentali per una ragazza), a dimostrarti più attraente per altre, e favorisce nuove conoscenze, nuovi approcci, nuove distrazioni. Non necessariamente per fare chiodo scaccia chiodo (che a me per dire non serve a un cazzo, perché vivendo solo con relazioni libere e aperte valorizzo tutte le persone con cui ho relazioni in modo unico, che non si sovrappongono mai e non colmano vuoti lasciati da altre), ma soprattutto per accrescere ancora di più la tua autostima e capire che "ehi, mi è andata male con quella ma evidentemente il problema non sono solo io, è andata così ma può andare molto meglio con altre".
Insomma, ricapitolando mi butterei durissimo su università e attività fisica, magari anche su altri progetti particolari se ne hai (tipo quello dell'intrattenimento ma in questo momento ti serve qualcosa che ti dia risultati di cui puoi godere a breve termine), al pensiero di "ora alla faccia sua mi laureo e mi faccio un fisico della madonna, peggio per lei".

2) Altro breve storytelling. L'anno scorso in Giappone ho passato un anno meraviglioso, anche per via di una relazione che mi è piaciuta tantissimo, con una ragazza asiatica che ho già nominato nel topic. Tutto bello, se non fosse che ho passato un mese terribile, esattamente maggio dell'anno scorso, per via della rottura della suddetta relazione (che abbiamo ripreso dopo un mese e il Giappone mi era tornato a sembrare bellissimo). Bene, sembra una cosa banale, la classica relazioncina che finisce e ti intristisce, eppure no, mi è successa una cosa che per me è stata incredibile. Dal 2010 a oggi ho avuto un cammino tortuoso ma nettissimo, sono diventato più roccioso e più forte di carattere, credevo a tratti pure troppo forte, invece sono crollato come un babbaleo. Negli anni sono sopravvissuto alla fine di relazioni molto più serie, senza piegarmi nemmeno per sbaglio, e poi all'improvviso BOOM, stroncato in zero secondi da una ragazzina asiatica 5 anni più giovane di me. Mi son sentito di nuovo lo straccio del 2010, e non riuscivo a capire né perché né come fosse possibile una cosa del genere. Penso di aver scritto qualche post in merito in questo stesso topic da quanto ero scombussolato per la cosa, da cui non mi son ripreso finché non è ripresa la relazione con lei.
L'ho capito dopo, quali erano stati i motivi: le dinamiche della rottura, e non la rottura in sé, erano state le stesse identiche di quanto successomi nel 2010 (seppur per persone-rapporti assolutamente diversi). In pratica quello che doveva essere un taglietto risolvibile con un cerotto mi stava dissanguando perché era su una ferita pregressa, mai del tutto rimarginata. Secondo motivo: mi trovavo dall'altra parte del mondo, avevo fatto di lei il mio nuovo mondo, e avevo costruito su di lei una serie di significati esagerati e fuori contesto. Quando questo autunno ho rotto definitivamente con lei, per quanto mi manchi un casino e abbia ancora molto affetto nei suoi confronti, non ho assolutamente riprovato lo stesso dramma nonostante la realtà dei fatti fosse simile, perché a) le dinamiche stavolta erano diverse e b) perché ero tornato di nuovo in Italia, in un contesto assolutamente diverso.
Qual è la morale della favola (secondo me)?
E' che a volte ci ossessioniamo di un qualcosa, nonostante quel qualcosa non sia il problema principale, ma sia l'idea che ce ne facciamo e le inferenze che facciamo al resto della nostra vita. A maggio dell'anno scorso il mio problema non era tanto "oh no, ho perso Y.", ma era "adesso sono solo dall'altra parte del mondo, e non importa quanta parte della mia anima dia a una persona, che tanto prima o poi fuggirà via in ogni caso". Ovviamente la seconda era una cazzata in toto, ma la situazione mentale in cui mi ero impantanato. Quando si cambia il contesto, cambia anche il rapporto con l'oggetto del problema. Ergo credo che sia importnate fare lo sforzo mentale di isolare il problema al rapporto con quella persona, senza trarne significati ulteriori, che necessariamente saranno influenzati dall'atteggiamento disfattista e desolato che si ha quando si incorre in una delusione sentimentale.

Altri 2, ma molto più brevi, e ancora più personali (nel senso che non so se possano andare bene per tutti, ma per me si).

3) Quel che dice Tyrion Lannister a Jon Snow nella primissima puntata di Game of Thrones. "Non nascondere-vergognarti delle tue debolezze, ma indossale come un'armatura, in modo che nessuno possa usarle come armi contro di te."
Il modo che uso io a questo proposito è l'autoironia. Quando a maggio ero giù come uno straccio e volevo stare da solo, cercavo ossessivamente di evitarlo, e quando avevo l'occasione di parlarne con qualcuno (in particolare un mio amico di lì con cui mi son confidato molto proficuamente), mi prendevo per il culo. Lo facevo persino da solo nei momenti di massimo sconforto, iniziavo a ridere di me stesso (anche rumorosamente!) dandomi del coglione per come IO, mi fossi lasciato sprofondare in quel pantano sentimentale per una ragazzina immatura. Mi tirava su, e mi spingeva a dirmi "vabbè, ora se l'hai finita puoi andare a far qualcosa invece che a piangerti addosso", e ne sono uscito.
Vedila un po' così: è come quando ti chiedo consigli informatici o tecnologici e metto subito le mani avanti specificando quanto sono imbecille con la tecnologia, che tanto non ci capirò nulla, ecc ecc. Sapendo che la mia debolezza è quella di non aver pazienza con la tecnologia, e che mi fermerò alla prima difficoltà, mi dipingo in modo più idiota di quanto non sia veramente, così nessuno mi può bollare con un "rimboccati le maniche e fallo",ma piuttosto si sfoerzerà di spiegare la cosa con calma affinché anche un pirla come me possa capire. :D
Morale della favola: se vedi che c'è qualcosa che ti mette in difficoltà, cerca di usarla a tuo vantaggio. Ridi della tua debolezza del momento e prenditi in giro per la cosa, perché aiuta a esorcizzarla.

4) Qui forse vado un po' controcorrente. L'opinione comune in genere è: "hai perso un treno? Dimenticalo e passa oltre". Insomma, chiudi la porta, getta la chiave, quel che stato è stato.
Con me questo non funziona, e faccio l'esatto opposto. Non so se possa funzionare con tutti, ma a me aiuta ad aggirare il problema quando è troppo più forte di me e a riaffrontarlo quando sono più forte io. Cosa faccio? Invece di pensare "ora non ci penso più, è andata così, devo dimenticare", penso "vabbè, stavolta è andata così, ma la vita è lunga e se non le piaccio oggi magari cambierà idea in futuro, quando mi avrà conosciuto meglio o quando avrò limato i miei difetti". Oppure "vabbè, oggi è finita, ma magari un giorno tornerà e avrò il coltello dalla parte del manico per decidere su come comportarmi". Il senso è che ora il problema è troppo fresco, sono troppo sensibile e vulnerabile alla cosa, quindi lo archivio e lo posticipo, poi quando avrà scemato la sua forza, quando avrò in parte dimenticato e in parte ne soffrirò di meno, potrò riaffrontarlo. Magari oggi no, ma domani chi lo sa?
Nella maggior parte dei casi lei non tornerà o non cambierà idea, ma nel frattempo che l'avrò realizzato e che non potrò più scappare dalla verità, a furia di posticipare sarà passato così tanto tempo che ormai non me ne fregherà più un *bip* cazzo.
(altre volte invece si trovano soddisfazioni insperabili, tipo che lei cambia idea sul serio e inizi a piacerle davvero, e allora sai che rivincita)
« Ultima modifica: Aprile, 21, 2017, 03:21 da Maligno »


Quando hai una cosa, questa può esserti tolta. Quando tu la dai, l'hai data. Nessun ladro te la può rubare. E allora è tua per sempre.      James Joyce

Tutti gli imbecilli borghesi che pronunciano, continuamente le parole "immoralità, moralità dell'arte"
...mi fanno venire in mente Louise Villedieu, prostituta da cinque franchi, che accompagnandomi una volta al Louvre domandava, dinanzi a quelle statue e a quei quadri immortali, come si potevano esporre pubblicamente simili indecenze. Baudelaire



Offline Zanzegù

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« Risposta #6958 il: Aprile, 21, 2017, 17:20 »
Questa cosa della rivalsa e del migliorarsi "per dispetto" la faccio anch'io. In effetti da quando non ce l'ho più né con lei né col mondo in generale sono spompato.

"My love is vengeance, that's never free", dicevano quelle persone sagge degli Who :'(
E infatti non lo trovo molto sano questo mio modo di fare. Senza la spinta esterna mi spengo.

Comunque Zanze mi ricordo che qualche tempo fa parlasti di come avevi casini coi tuoi, in casa: ci vivi ancora assieme? Guarda che può essere anche quello... io ci ho messo anni per staccarmi dai miei perchè ero infognato nei loro casini personali, e vivendo con loro questi casini non facevano che essere onnipresenti.

Eh, sto ancora con i miei, sì :/
Non ce la faccio più. Purtroppo nei casini familiari ormai ci sono troppo infognato, quindi un po' rimarranno anche quando andrò via. Se non altro ultimamente andiamo più d'accordo perché hanno visto che sto abbastanza come un cencio.

Offline Sidvicious85

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Re:Sentimenti & Co
« Risposta #6959 il: Aprile, 22, 2017, 14:07 »

3) Quel che dice Tyrion Lannister a Jon Snow nella primissima puntata di Game of Thrones. "Non nascondere-vergognarti delle tue debolezze, ma indossale come un'armatura, in modo che nessuno possa usarle come armi contro di te."
Il modo che uso io a questo proposito è l'autoironia. Quando a maggio ero giù come uno straccio e volevo stare da solo, cercavo ossessivamente di evitarlo, e quando avevo l'occasione di parlarne con qualcuno (in particolare un mio amico di lì con cui mi son confidato molto proficuamente), mi prendevo per il culo. Lo facevo persino da solo nei momenti di massimo sconforto, iniziavo a ridere di me stesso (anche rumorosamente!) dandomi del coglione per come IO, mi fossi lasciato sprofondare in quel pantano sentimentale per una ragazzina immatura. Mi tirava su, e mi spingeva a dirmi "vabbè, ora se l'hai finita puoi andare a far qualcosa invece che a piangerti addosso", e ne sono uscito.
Vedila un po' così: è come quando ti chiedo consigli informatici o tecnologici e metto subito le mani avanti specificando quanto sono imbecille con la tecnologia, che tanto non ci capirò nulla, ecc ecc. Sapendo che la mia debolezza è quella di non aver pazienza con la tecnologia, e che mi fermerò alla prima difficoltà, mi dipingo in modo più idiota di quanto non sia veramente, così nessuno mi può bollare con un "rimboccati le maniche e fallo",ma piuttosto si sfoerzerà di spiegare la cosa con calma affinché anche un pirla come me possa capire. :D
Morale della favola: se vedi che c'è qualcosa che ti mette in difficoltà, cerca di usarla a tuo vantaggio. Ridi della tua debolezza del momento e prenditi in giro per la cosa, perché aiuta a esorcizzarla.

sono due cose diverse: Tyrion faceva riferimento a cose su cui tu non puoi avere controllo (il nanismo, l'essere figlio di m. ignota).C'è una preghiera americana che dice: "dammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso, la saggezza di distinguere le une dalle altre". Sulle relazioni si può avere controllo fino a un certo punto, ma su come ti comporti o come ti senti quando qualcuno ti lascia puoi avere pieno controllo.  Non so se molte delle reazioni che leggo qua sono dovute alla differenza di età. L'ultima volta che sono rimasto male in amore è stato parecchio tempo fa, e l'unica cosa che è cambiata è il mio atteggiamento soggettivo nei confronti della cosa. Molte persone ripongono troppe speranze nei rapporti di coppia, io in passato facevo lo stesso. Nel senso: a volte molti pensano che stare in una coppia ti faccia
a) diventare una persona normale/decente (perché se nessuno ti ama, come puoi esserlo?)
b) diventare una persona migliore (mi ricordo questo mio amico che diceva "l'unica cosa che potrebbe farmi smettere con la droga è trovare una persona che mi ami")
c) aggiungere eccitazione (sessuale, emotiva) a una vita altrimenti piatta

Ma in ognuno di questi casi si tratta di scambiare causa ed effetto: di scambiare le cose su cui hai controllo per le cose su cui non hai controllo. Le persone hanno una relazione perché si percepiscono come normali (magari hanno una vita più incasinata di altri, ma la percezione è diversa), perché si sentono abbastanza a posto con la vita, perché hanno una vita che riesce ad attrarre un'altra persona. Queste sono cose su cui puoi avere controllo. Magari la 3 è più difficile (è inter-soggettivo), ma le prime sono controllabili. Non ti metti con un'altra persona se la tua vita ha dei grossi problemi. Prima risolvi quei problemi, poi ti metti con una persona. Altrimenti quegli stessi problemi li porterai nella relazione, e al posto di stare male da solo, starete male in due. Vi mollerete e inizierai a pensare che non sei normale, che potrai indugiare in qualsiasi comportamento stupido per sopperire alla mancanza di stimoli che la tua vita comporta. Il problema però non è che lei ti ha lasciato, il problema è che la tua vita è vuota e non vuoi prenderti una responsabilità nei tuoi confronti per migliorarla. Se hai la casa in ordine, puoi accettare una separazione. Se leghi quella relazione alla tua autostima, no. Non so se questo sia il caso di qualcuno qua dentro, se così fosse questo post non è un rimprovero, è solo un modo di mostrare un errore di base nel ragionamento che fate.

(il tu nel post è impersonale, non è riferito a te Maligno. Non mi pare che in quel caso tu abbia reagito così male né che tu ti trovi nella situazione che ho descritto)
« Ultima modifica: Aprile, 22, 2017, 15:20 da Sidvicious85 »

 

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